Il Piccilatiedd’ è un pane dolce a forma di ciambella tipico della tradizione potentina. È a base di grano duro: la farina di semola e l’acqua sono gli ingredienti semplici e basilari che lo compongono. A questi due ingredienti si aggiungono le mandorle che gli conferiscono il caratteristico sapore dolce. Il suo peso varia da 1 a 3 kg circa. La crosta è croccante, dal colore ambrato e opaco, leggermente infarinata. La mollica è compatta, l’alveolatura è di dimensioni medie e non uniforme. L’odore è di grano e frutta secca. Il sapore tende al dolce, ed è abbastanza persistente. Il Piccilatiedd’ è impastato a mano, per la lievitazione si utilizza il lievito madre e la cottura avviene nel forno a legna. Questo pane dolce si conserva oltre una settimana. Il Piccilatiedd’ era il protagonista della cena della Vigilia di Natale potentina. Di solito accompagnava le altre pietanze come la cipollata: un condimento povero che veniva consumato come zuppa e arricchito, durante le festività, con del pesce come baccalà o anguilla. Il pane è da sempre la base alimentare dei contadini e dei pastori lucani, panifici o negozi erano rari in passato e i pasti caldi un’eccezione. L’antica tradizione contadina costituisce la solida base della cucina tipica regionale. I piatti semplici o gli ingredienti cosiddetti “poveri” erano, ma molto spesso sono ancora tutt’oggi, elemento fondante dell’area del potentino, che è caratterizzata da aree montane e rurali con un’agricoltura basata principalmente sull’allevamento e sulla produzione di grano o di altri prodotti necessari al sostentamento e al fabbisogno del proprio nucleo familiare. In alcuni paesi esistevano i forni comuni, generalmente a lato delle abitazioni, i quali erano utilizzati contemporaneamente da più famiglie. Dato che il legname era scarso si scambiava con servigi o generi di prima necessità. Ogni famiglia custodiva gelosamente il suo personale segreto per l’impasto. La Vigilia di Natale non si “cammara”, cioè non si mangiava la carne. A pranzo si digiunava e il cenone iniziava alle sei del pomeriggio, all’ora dell’Ave Maria. Il pane dolce con le mandorle era destinato alle occasioni speciali e alle festività religiose. La sua preparazione coinvolgeva attivamente molte donne del nucleo familiare che, come da tradizione, consegnavano la ricetta alla componente femminile più giovane della famiglia. La notte della Vigilia era il capofamiglia che, dopo aver recitato insieme agli altri preghiere di ringraziamento, affettava il Piccilatiedd’. Era una sorta di cerimonia natalizia: ogni familiare esprimeva i propri buoni propositi o desideri, ci si scambiava gli auguri, i più piccoli in segno di riverenza e affetto baciavano la mano del padre, dopodiché si cominciava il pasto. Per prima cosa si tagliava uno scorzino di pane da conservare come buon auspicio e da riportare in tavola l’anno successivo. Si tagliava poi il Piccilatiedd’ a fette, distribuendolo ai commensali riuniti e dando quindi inizio alla cena. Tradizionalmente la tavola imbandita non si sparecchiava fino al mattino dopo. Ancora oggi le tavole natalizie potentine accolgono per festeggiare la Natività il caratteristico pane con le mandorle, a memoria delle tradizioni gastronomiche e religiose locali. Alcune famiglie, grazie ai membri più anziani, mantengono viva la tradizione e portano questo pane dolce in tavola alla Vigilia. Tuttavia non si produce più in casa e non sono molti i forni a proporlo. Soprattutto le generazioni più giovani rischiano di perdere la memoria storica e il significato simbolico e conviviale del pane dolce, testimone di una cucina contadina la cui narrazione orale familiare si sta via via affievolendo.
Pane e prodotti da forno · Basilicata
Piccilatiedd’
Il Piccilatiedd’ è un pane dolce a forma di ciambella tipico della tradizione potentina. È a base di grano duro: la farina di semola e l’acqua sono gli ingredienti semplici e basilari che lo compongono.
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