
Siamo nell'area lucana del Parco del Pollino, in quattro comuni della valle del Serrapotamo, tra i fiumi Sinni e Serrapotamo: Chiaromonte, aggrappato su uno sperone roccioso che domina la valle, e poi Teana, Fardella e Calvera. Una zona così fertile da essere chiamata «piccola Mesopotamia», ma non particolarmente vocata ai cereali: nei secoli passati i contadini producevano frumento solo per pagare le tasse e quel poco che restava non bastava alle esigenze familiari.
Per questo la farina di grano veniva mescolata con farine di altri cereali (avena e orzo) e di legumi (ceci, fave o favino), creando una miscela chiamata mischiglio. Con essa si produceva una particolare versione dei rascatielli o raschiatelli, la pasta dei poveri, formato diffuso in tutta la Basilicata e in Calabria che nel territorio lucano risale alla metà del 1700, quando il Regno Borbonico riscuoteva le gabelle in grano. I rascatielli si facevano — e si fanno tuttora — lavorando la farina con i polpastrelli su una spianatoia, dando una forma simile alle orecchiette ma più grande e allungata.
Oggi il mischiglio si ottiene miscelando farina di grano tenero dell'antica varietà Carosella o di Senatore Cappelli con proporzioni variabili di avena, orzo, ceci e fave, e ogni comune ha la sua ricetta: a Teana e Fardella è metà grano Carosella e metà farina di fave, mentre a Chiaromonte e Calvera si usa un terzo di grano duro Senatore Cappelli, un terzo di grano tenero Carosella e un terzo di legumi, orzo e, quando necessario, avena.
Lo scopo del Presidio è mantenere viva una tradizione che nasce in campo, con la coltivazione agroecologica di cereali e legumi — alcuni di varietà antiche locali come il grano Carosella o il cece di Latronico —, continua in mulino e si completa nelle cucine del territorio. La comunità del Presidio comprende agricoltori, mulini e pastifici.
I rascatielli di mischiglio si condiscono con una salsa di pomodoro, aglio e basilico molto liquida, chiamata «scind scind», a cui talvolta si aggiunge peperone crusco a scaglie: quasi una zuppa, che si può mangiare anche con il cucchiaio o con il pane.

