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Salumi · Marsicovetere (PZ), Val d'Agri

Prosciutto di Marsicovetere

Coscia salata a secco e stagionata a mille metri, dove i venti del Sirino incontrano l'aria del golfo di Policastro.

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Prosciutto crudo appeso in cantina e fette su tagliere

Marsicovetere è un comune della Val d'Agri, all'interno del Parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese, area protetta compresa tra il monte Sirino e il monte Volturino e attraversata dal fiume Agri. Arroccato a 1000 metri di quota, gode di un microclima unico: i venti freschi del Monte Sirino incontrano quelli caldi provenienti dal golfo di Policastro, garantendo anche d'estate temperature miti, ideali per la stagionatura dei salumi e soprattutto dei prosciutti.

Ricca di boschi di castagni, cerri, aceri e carpini, la Val d'Agri era già in passato dedita all'allevamento suinicolo semibrado: ogni famiglia allevava uno o due suini e trasformava le carni per il consumo familiare. I salumi asciugavano nelle abitazioni, soprattutto in cucina, dove il fumo del camino conferiva sentori lievemente affumicati, e i prosciutti erano appesi in stanze ben arieggiate.

Il prosciutto crudo di Marsicovetere pesa circa 8-12 kg e si ricava dalla coscia dei suini allevati nel comune e nelle province limitrofe. La lavorazione prevede la rifilatura della coscia, il massaggio e la salatura a secco; dopo un riposo sotto sale di 25-40 giorni si passa alla pressatura, un tempo con torchi di legno e oggi con pesi appoggiati su una tavola. Segue la copertura con un composto di sugna, pepe e polvere di peperone dolce e l'asciugatura in un locale in cui si accende un fuoco a legna. La stagionatura va dai 12 ai 22 mesi e oltre: il risultato è un prosciutto dal sapore dolce e delicato, dal profumo spiccato e persistente e dalla consistenza morbida.

Con la scoperta dei primi giacimenti di petrolio in Val d'Agri, negli anni Ottanta, e l'apertura degli impianti di estrazione nella seconda metà degli anni Novanta, è iniziato il declino dell'allevamento: dal 2000 a oggi gli allevamenti suinicoli si sono dimezzati e la produzione di prosciutto si è ridotta drasticamente. Il Presidio, sostenuto dal Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese, si propone di recuperare questa tradizione norcina e di valorizzare i luoghi di stagionatura tradizionali della montagna lucana.

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